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Caltanissetta: tutti i dettagli dell’operazione “Figaro”.

24 Mar, 2011

Caltanissetta, 24 Marzo 2011, ore 12:31.  Nel corso della nottata, militari della Compagnia Carabinieri di Caltanissetta, al termine di articolata attività investigativa coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno ese-guito un’ordinanza di custodia cautelare – in carcere per i primi quattro ed in regime di do-miciliari per i restanti tre – emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Caltanissetta nei con-fronti di:

1. LO MAGNO Giorgio Pio, nato a Caltanissetta il 31.01.1980, artigiano (parrucchiere);

2. CANDURA Claudio, nato Caltanissetta il 21.06.1979, disoccupato;

3. GISABELLA Carmelo, inteso Carmelino o zio Carmelo, nato a Caltanissetta il 30.01.1966, residente a Castione della Presolana (BG), pensionato (invalido civile);

4. PALADINO Giovanni Germano, inteso parla – parla o chiacchiera, nato a Caltanissetta il 23.10.1974, guardia giurata a Vicenza;

5. FERRARA Giuseppe, nato a Caltanissetta il 31.03.1980, libero professionista;

6. LIOTTA Fabrizio Alfonso, nato a Caltanissetta il 07.02.1973, autista;

7. PALMISANO Luigi Salvatore, nato a San Cataldo (CL) il 06.08.1979, venditore ambulante.

In quanto ritenuti a vario titolo responsabili di spaccio continuato ed in concorso.

L’operazione rappresenta l’esito di una specifica azione di contrasto e di repressione del fe-nomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio del Comune di Caltanissetta, in particolare di droghe pesanti quali la cocaina.

GENESI DELL’INDAGINE

L’articolata attività investigativa ha consentito di far emergere un quadro nitido, univoco e coerente in ordine all’intensa attività di spaccio posta in essere dagli indagati e caratterizzata da un’apprezzabile attività di affari avente ad oggetto l’approvvigionamento, la cessione e il consumo di sostanza stupefacente gravitante attorno a ben precise figure.

Nel mese di ottobre del 2008, il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cal-tanissetta, nell’ambito delle attività info–investigative avviate per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti in città, ha acquisito informazioni riguardanti un’attività di spaccio di cocaina con base a Caltanissetta, in via Libertà, all’interno di una parruccheria per uomo denominata “Coiffeur Edoardo”, situata proprio di fronte il Palazzo di Giustizia, gestito da LO MAGNO Giorgio Pio, personaggio già gravato da pendenze giudiziarie per reati in ma-teria di sostanze stupefacenti.

A seguito di un’intensa attività di controllo intrapresa nei confronti del predetto LO MA-GNO (attraverso servizi di osservazione, controllo e pedinamento, supportati da riprese fo-tografiche e l’accertamento delle frequentazioni) si è giunti in poco tempo alla ricostruzione dei collegamenti del sospettato con altri soggetti gravitanti nei circuiti delinquenziali di Cal-tanissetta.

Dall’esito complessivo di tali preliminari attività è emerso che numerose persone che fre-quentavano la parruccheria, in prevalenza giovani e per lo più soggetti ampiamente noti per i loro trascorsi penali e di polizia, non apparivano interessati all’attività artigianale, eviden-temente accedendo e uscendo dal locale senza aver fruito di prestazioni, ed intrattenendovisi solo per pochi minuti.

In relazione a tali acquisizioni informative, l’attenzione investigativa è stata concentrata su LO MAGNO Giorgio Pio e sul Coiffeur Edoardo di via Libertà, le cui frequentazioni appa-rivano tali da far ipotizzare altamente probabile che la parruccheria potesse essere il luogo di riferimento per la commissione dei delitti e l’attività artigianale potesse essere soltanto una “copertura” di una prevalente attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

SVILUPPI INVESTIGATIVI

Sulla scorta di tali acquisizioni, presso la parruccheria di LO MAGNO sono state concentra-te le attività tecniche (essenzialmente intercettazioni e videosorveglianza) che, dal novembre 2008 al febbraio 2009, hanno consentito di accertare numerose e frequenti cessioni di so-stanze stupefacenti di tipo cocaina.

In particolare, la notevole quantità di pedinamenti e di documenti audio e video spinge a considerare il Coiffeur Edoardo il vero cardine dell’indagine: esso era considerato, dagli o-dierni arrestati, alla stregua di un “terminal”, un luogo sicuro al cui interno avvenivano tutte le operazioni destinate allo spaccio minuto di stupefacenti, ovvero:

a. l’acquisto da parte di LO MAGNO, mediante fornitura “a domicilio”;

b. la predisposizione, mediante taglio e confezionamento, e la conservazione, negli an-fratti del retrobottega;

c. la cessione a terzi consumatori;

d. il consumo, sia da parte degli spacciatori, sia da parte dei terzi acquirenti.

Tale inquadramento chiarisce l’impianto investigativo, nel quale LO MAGNO è il gestore di tale “terminal” mentre gli altri arrestati hanno, a vario titolo:

a. ceduto a LO MAGNO sostanza stupefacente;

b. trasportato, per conto di LO MAGNO o in accordo con lui, lo stupefacente verso il Coiffeur Edoardo;

c. coadiuvato finanziariamente o operativamente LO MAGNO nelle cessioni, lucrando a loro volta.

Sono 34 le cessioni completamente documentate e dettagliatamente riferite nel corpo della presente ordinanza, sebbene quelle effettivamente avvenute arrivino a circa 70, concentran-dosi principalmente nei fine settimana e a ridosso delle festività natalizie.

Le indagini, peraltro, hanno consentito di accertare che il luogo non costituiva, peraltro, una occasione casuale dovuta agli impegni professionali del principale indagato, bensì un detta-glio studiato e apprezzato dagli arrestati.

Non bisogna trascurare, infatti, che il volume delle cessioni e del consumo appare economi-camente di gran lunga superiore al reddito prodotto dall’attività artigianale, la quale appari-va – anche per la differenza di interesse, intuibile e soprattutto facilmente percepibile, che il barbiere-spacciatore riponeva nelle due attività – una vera e propria “copertura” dell’attività di spaccio.

In effetti, il locale costituiva soltanto uno dei numerosi espedienti utilizzati per eludere le indagini dagli arrestati che hanno manifestato sempre un atteggiamento guardingo ed una disciplinata perizia nell’uso di termini allusivi, nell’uso di telefoni di terzi ignari del conte-nuto delle conversazioni, nell’inversione dei ruoli spacciatore-consumatore, nell’ingerire lo stupefacente, fino ad arrivare a scambiarsi consigli per non essere scoperti o commentare l’atteggiamento di qualche sodale poco affidabile, sospettato confidente dei Carabinieri.

Tale ricercata perizia costituiva il sintomo,ovviamente, dell’intenzione di conservare ed am-pliare il mercato, come dimostrato dalla necessità – commentata all’interno del locale – di non eccedere nel taglio della sostanza stupefacente per non perdere clienti, ovvero di garan-tirsi, con la disponibilità alla consegna a domicilio, la fidelizzazione dei “clienti”.

Dalle indagini dei Carabinieri del NORM emergono alcuni aspetti che caratterizzano tutte le condotte degli indagati:

1. la costante disponibilità degli stessi di sostanze stupefacenti, destinate sia al soddi-sfacimento delle rispettive esigenze personali, sia allo smercio al minuto; ad ulteriore conferma di tale asserto, dalle attività investigative è possibile cogliere la costante ricer-ca, da parte dei soggetti coinvolti, di cocaina, senza disdegnare l’hashish, per alimenta-re un circuito di spaccio funzionale al proprio consumo.

2. notevole frequenza degli approvvigionamenti, talvolta quotidiana, direttamente a domicilio ovvero reperita da fornitori catanesi rimasti non identificati;

3. spiccato grado di “competenza” e “professionalità” di alcuni indagati, desumibili dalle modalità di acquisizione, occultamento e di trasferimento dello stupefacente, con l’emergere di un certo protagonismo criminale che prelude ai più articolati crimini asso-ciativi

4. la ricerca di nuovi mercati e ulteriori consumatori per incrementare lo spaccio e ga-rantirsi una rendita utile ad uno stabile consumo personale

RESIDUALI ELEMENTI DI INTERESSE

Molti degli odierni arrestati si sono rivelati anche consumatori di cocaina, e l’attività di spaccio è apparsa talvolta funzionale a tale consumo, il che non facilità l’attività di indagine. Un ultimo elemento di interesse è quello che spesso il consumo della sostanza stupefacente avviene nel retrobottega della parruccheria, con la contestuale presenza di ignari clienti che attendono nella sala adiacente.

DETTAGLI

Nell’operazione odierna sono stati impegnati 40 militari dell’Arma dei Carabinieri di Calta-nissetta, 20 mezzi e due unità cinofile antidroga. Inoltre sono state eseguite undici perquisi-zioni domiciliari presso le abitazioni dei soggetti tratti in arresto e di altri quattro indagati non colpiti dalla misura cautelare. Hanno infine collaborato all’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare i Carabinieri del Comando Provinciale di Bergamo e Vicenza poiché due dei soggetti, GISABELLA Carmelo e PALADINO Giovanni, sono residenti rispettiva-mente a Pontida ed a Vicenza. Nell’ambito delle contestuali perquisizioni domiciliari i Ca-rabinieri hanno rinvenuto 5 grammi tra hashish e marjiuana, 18 semi di canapa indiana, un bilancino di precisione, due tritaerba ed un cutter intriso di sostanza stupefacente.

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