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Palma di Montechiaro, operazione Bomba: 5 arresti

22 Feb, 2011

Palma di Montechiaro (AG), 22 febbraio 2011, ore 17.59 – La bomba doveva scoppiare stanotte. In tutto ad essere arrestate dovevano essere 15 persone. I carabinieri però hanno eseguito soltanto 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sono tre persone di Palma di Montechiaro e due palermitani. L’accusa è lo spaccio di droga che si muoveva sull’asse Palermo – Palma dove il mercato è fiorente soprattutto nel fine settimana quando giovani e meno giovani si danno allo sballo. In carcere sono finiti: Salvatore Incardona, 39 anni, bracciante agricolo, Giampiero Zarbo di 25 anni, nullafacente, Angelo Vaccaro, pure lui nullafacente di 31 anni, tutti di Palma di Montechiaro. Le manette sono scattate anche ai polsi dei palermitani: Antonino Mazzanares di 23 anni e Pietro Onorato, 42 anni operatore ecologico pregiudicato. I reati contestati vanno dalla produzione al traffico, acquisto, raffinazione, cessione, trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della continuazione del reato per alcuni degli arrestati. A far scattare le indagini una informativa della stazione dei carabinieri di Palma di Montechiaro, guidata dal maresciallo Luigi Marletta. Scattano gli appostamenti, i pedinamenti, le intercettazioni. Si cerca di capire perché questi tre palmesi ogni settimana fanno un viaggetto a Palermo. Poi scoprono che non vanno nel capoluogo siciliano a cerca di un lavoro, visto che sono disoccupati, bensì per fare un lavoro illegale: rifornirsi di sostanza di morte per poi rivenderla nel fine settimana sulla piazza del loro paese: Palma di Montechiaro. Un chilo a settimana, tanto quanto ne richiedeva il mercato. Dai 7 ai 10 panetti di hashish generalmente caricati tra il martedì ed il mercoledì per non farsi trovare impreparati nel week end. Sabato e domenica a Palma ci si sballa. Quindi si fanno affari. Ma tutto ciò non è sfuggito ai militari dell’arma. Le indagini sono presto concluse, tempo di inoltrare l’informativa alla Procura della Repubblica di Agrigento, che con solerzia, nonostante le carenze di organico, risponde accogliendo l’istanza relativa all’emissione di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Dovevano essere di più, da qui la bomba che doveva scoppiare, ma per il momento 5 pusher sono in carcere. Un grande risultato per il comandante dei carabinieri di Licata, il capitano Massimo Amato.

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