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Palma di Montechiaro, scena muta dei palmesi “Bombaroli”

23 Feb, 2011

Palma di Montechiaro (AG), 23 febbraio 2011, ore 19.08 – Hanno fatto scena muta davanti al Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Alberto Davico, i tre palmesi arrestati ieri nel blitz antidroga dei carabinieri di Licata e Palma di Montechiaro, denominata “Bomba”. Giampiero Zarbo, Angelo Vaccaro e Salvatore Incardona, tutti e 3 di Palma di Montechiaro, assistiti dai legali di fiducia Santo Lucia e Giuseppe Vinciguerra, si sono presentati davanti al Gip, per l’interrogatorio di garanzia ma hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Adesso la palla passa al Tribunale del Riesame di Palermo a cui si rivolgeranno i legali per chiedere la revoca delle ordinanze di custodia cautelare in carcere o in alternativa una misura meno afflittiva. Zarbo, 25 anni, nullafacente; Vaccaro, pure lui nullafacente di 31 anni, Salvatore Incardona di 39 anni, tutti di Palma di Montechiaro sono stati arrestati assieme ai palermitani: Antonino Mazzanares di 23 anni e Pietro Onorato, 42 anni operatore ecologico pregiudicato. I reati contestati vanno dalla produzione al traffico, acquisto, raffinazione, cessione, trasporto e detenzione di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della continuazione del reato per alcuni degli arrestati. A far scattare le indagini una informativa della stazione dei carabinieri di Palma di Montechiaro, guidata dal maresciallo Luigi Marletta. Dopo una serie di attività con appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni i carabinieri scoprono che i tre palmesi sono soliti fare la spola tra Palma di Montechiaro e Palermo per rifornirsi di hashish: un chilo a settimana, tanto quanto ne richiedeva il mercato. Dai 7 ai 10 panetti di hashish generalmente caricati tra il martedì ed il mercoledì da rivendere nel week end. Tutto viene documentato dai carabinieri che attraverso il Pubblico ministero Andrea Bianchi, chiedono al Gip l’applicazione di una quindicina di misure cautelari. Ma il giudice ne accoglie solo 5. Ma le indagini proseguono.

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