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Pistone (Pd) sulla riqualificazione e riutilizzo dell’ex carcere San Vito

29 Mar, 2011

Agrigento, 29 marzo 2011,  ore 18.36 – Ho appreso positivamente l’intenzione del sindaco Zambuto, di riqualificare il carcere di San Vito attraverso un concorso d’idee che possa coinvolgere gli operatori economici e sociali della città. Lo scorso 6 ottobre attraverso una lunga lettera al primo cittadino di Agrigento, proponemmo di costituire un tavolo tecnico che prendesse in esame la possibilità di studiare le possibili idee di risanamento della struttura anche attraverso il ricorso ad un concorso d’idee che vedesse il ruolo attivo degli Albi professionali e del Consorzio Universitario di Agrigento. A circa cinque mesi di distanza dalla nostra lettera non posso che sottolineare positivamente le dichiarazioni di Zambuto che affrontano in modo complessivo il tema della riqualificazione urbanistica, finalizzato alla costruzione di un tessuto cittadino moderno, esteticamente apprezzabile ed efficiente.

Il territorio di Agrigento, infatti, è rappresentato dalla presenza di tanti luoghi, di numerose strutture, che sono ormai diventate anche per la responsabilità di una classe dirigente incapace, che ha considerato il bene pubblico non come risorsa da tutelare e valorizzare ma come elemento secondario da sacrificare a chissà quale interresse, simbolo dell’incuria e del degrado cittadino. In questo contesto oltre dieci anni fa abbiamo sollevato all’opinione pubblica Nazionale il grande tema della riqualificazione del carcere di San vito, individuando anche un grande valore sociale “trasformare un luogo che in passato fu del disagio e del dolore in struttura al servizio della cultura e dell’aggregazione sociale”. Senza contare che,la riqualificazione della struttura avrebbe un immediata ricaduta positiva su un quartiere del centro cittadino che con la chiusura della casa circondariale, con il trasferimento dell’ospedale San Giovanni di Dio ha vissuto una fase di involuzione urbanistica che rischia di sfociare nella marginalità e nell’incuria.

Sin dal 2001 abbiamo condotto una battaglia per riconsegnare quel sito alla città, attraverso una raccolta di firme e anche grazie all’allora Ministro di Grazia e Giustizia Oliviero Di Liberto, siamo riusciti ad ottenere la dismissione del Bene dal ministero di Grazia e giustizia al patrimonio Demaniale nelle disponibilità dello Stato. Riteniamo quindi che si debba procedere in questa direzione e ribadiamo la nostra disponibilità a rispondere positivamente all’appello di Zambuto per un reale coinvolgimento delle parti sociali ad individuare le idee più consone per la riqualificazione della struttura.

Per quanto ci riguarda riteniamo che si possano individuare più soluzioni strutturali, le dimensioni dell’ edificio ,ci consentono di individuare più aree d’intervento, una parte potrebbe essere certamente adibita a centro culturale archivistico ed artistico, coerente con la vocazione culturale e convegnistica della città di Agrigento, consentendo ai tanti giovani ed alle associazioni culturali presenti nel territorio di avere uno spazio dove operare e liberare le proprie doti ed il proprio talento. Pensiamo inoltre, alla realizzazione di una grande sala conferenze che a differenza del pala congressi per la sua collocazione nel centro della città può consentire al nostro territorio di candidarsi quale capitale della convegnistica, della riflessione ed elaborazione culturale nel mezzogiorno e nel cuore del Mediterraneo. Senza dimenticare la presenza all’interno della struttura di un chiostro monacale risalente al trecento che potrebbe rappresentare un patrimonio di natura monumentale ed una risorsa di natura turistica. La parte esterna con i diversi spazi verdi e giardini potrebbe servire a riportare alla luce lo splendore della vecchia Villa Garibaldi che nell’immediato dopo guerra dovette assecondare le esigenze abitative e strutturali del nuovo contesto urbano. In questo snso riteniamo che si potrebbe affidare questa parte della struura al FAI che in questi anni ha profuso il proprio impegno per consentire la fruizione del bene stesso.

Infine si potrebbe pensare alla realizzazione di una piccola struttura turistico ricettiva del tipo ostello della gioventù, gestita da privati, in modo tale da rispondere alle esigenza di una nicchia di turisti , senza contare la possibilità di costruire opportunità di lavoro e di vita per i nostri giovani.

Il partito democratico della città di Agrigento nei prossimi giorni chiederà attraverso il coinvolgimento dei consiglieri comunali e del gruppo dirigenti cittadino un incontro all’amministrazione Comunale di Agrigento, per affrontare in maniera più organica il tema della riqualificazione del carcere di San Vito e per capire quali siano le risorse fianziarie da reperire per riconsegnare il bene alla città.

Agrigento li 29.03.2011

il segretario del circolo Agrigento centro

Domenico Pistone

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