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Stop pesticidi: il nuovo rapporto di Legambiente sui residui chimici nei prodotti alimentari

2 Ott, 2015

PALERMO – Nel dossier di Legambiente “Pesticidi nel piatto 2015”, emerge che, a livello nazionale, negli ultimi anni i consumi di fitosanitari si sono ridotti del 29,2%. Si tratta di un calo significativo. Per quanto il quadro appaia positivo, occorre però dire che l’Italia è il primo paese europeo per ricorso alla chimica di sintesi nella difesa delle colture.

Situazione di impasse in Sicilia. Sempre secondo il dossier, la Regione Siciliana non ha ancora ultimato la preventiva trasmissione al Ministero della Salute delle analisi del 2014 dei pesticidi negli alimenti. Ci auguriamo di potere conoscere in tempi brevi, ed in modo dettagliato, la situazione della sicurezza alimentare in Sicilia. Dal rapporto emerge che una mole crescente di studi scientifici certifica sempre più le ricadute negative che l’esposizione diretta o indiretta ai pesticidi può produrre sulle persone, in primis gli agricoltori, i bambini, gli anziani, e sull’ambiente. Per questo, Legambiente, pur non demonizzando l’uso dei pesticidi e dei fertilizzanti di sintesi chimica, che tanta parte ha avuto nel migliorare la produttività agricola siciliana, sostiene da sempre le pratiche agricole che riescano a fare a meno dei pesticidi. La quantità dei residui di pesticidi che i laboratori pubblici hanno rintracciato in campioni di ortofrutta, prodotti derivati e miele resta elevata. Non tanto per le irregolarità, che sul territorio nazionale si mantengono al di sotto del 1% (0,7%) e di questo siamo naturalmente lieti, quanto piuttosto per la percentuale di campioni (42%) che presentano uno o più residui di pesticidi, seppure nei limiti di legge. Il multiresiduo, così definito per indicare la presenza concomitante di più residui chimici in uno stesso campione alimentare, è salito di cinque punti percentuale, dal 17,1% al 22,4%. L’analisi multiresiduale ha fatto registrare campioni da record: fino a cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell’uva da tavola.

“Secondo noi – dichiara Alfredo Tamburino, coordinatore del Dipartimento Agricoltura di Legambiente Sicilia – i piani di controllo dei residui di fitosanitari negli alimenti, predisposti a livello europeo e nazionale, non dedicano la giusta attenzione al fenomeno del multiresiduo, e delle sue possibili ripercussioni sulla salute dei consumatori. Per questo Legambiente Sicilia chiede che sul fenomeno del multiresiduo la Regione si faccia promotrice di un campo di indagine a tutto tondo per spingere le autorità competenti a procedere con passi più spediti verso una risoluzione del problema. Alla luce delle criticità ambientali del proprio territorio, chiediamo inoltre che la Regione Sicilia intensifichi in modo statisticamente significativo i controlli nel settore serricolo, agrumicolo ed in quello dell’uva da tavola, questo sia per aumentare il livello della sicurezza alimentare, che per arginare il fenomeno delle agromafie”.

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