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I Gac siciliani chiudono l’Expo del cluster BioMediterraneo

1 Nov, 2015

MILANO –  E’ con la sottoscrizione di un documento che porterà alla creazione dell’itinerario europeo del pescato che si è conclusa la tre giorni promossa dalla rete dei Gac siciliani, i gruppi di azione costiera che hanno animato gli ultimi giorni del Cluster BioMediterraneo all’Expo di Milano. Si guarda alla cooperazione internazionale nella prospettiva della nuova programmazione, passando dal Fep (il fondo europeo per la pesca) al Feamp (il fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca). Nella tre giorni del seminario transnazionale voluto dalla rete dei Gac Sicilia, esperti e rappresentanti istituzionali provenienti dall’Italia, dall’Estonia, dalla Bulgaria, dalla Danimarca, dall’Olanda e dal Portogallo, hanno gettato le basi per trasformare i Gac in veri e propri strumenti per l’integrazione e la coerenza tra i piani di sviluppo locale per il rafforzamento delle aree costiere. Il mare come risorsa per il settore pesca e dunque per la filiera ma anche per il territorio, aspetto già in buona parte dimostrato dai soggetti attuatori dello sviluppo delle aree costiere europee secondo ruoli e interazioni che si andranno ad unire sempre più. La Sicilia si è presentata ad Expo con le buone prassi di ben 11 dei 43 Gac italiani. Si tratta dei Gac “Il sole e l’azzurro”, “Isole di Sicilia”, “Golfi di Castellamare e Carini”, “Dei due mari”, “Torri e tonnare”, “Golfo di Termini Imerese”, “Golfo di Patti”, “Riviera etnea”, “Costa dei Nebrodi”, “Golfo di Gela” e “Ibleo” che hanno finora puntato ad una serie di iniziative per la salvaguardia della biodiversità e degli ecosistemi marini e contemporaneamente per la valorizzazione delle identità territoriali. Il passo successivo, come auspicato dai vari relatori che si sono alternati, sarà quello di fare della pesca, e per la pesca, quanto anni fa è stato fatto per il rilancio dell’agricoltura. La pesca, dunque, come strumento sostenibile anche dal punto di vista economico oltre che ambientale. E le esperienze a confronto, mostrate dalla rete dei Gac siciliani ad Expo, hanno dimostrato che è possibile farlo, coinvolgendo non solo i pescatori, ad esempio in attività di pescaturismo, ma anche i ristoratori e gli operatori della ricettività che orientano visitatori e consumatori nelle migliori scelte legate ai prodotti ittici da scoprire sul territorio. “Dalla rete alla tavola, dovrà essere il senso delle nuove politiche del mare – hanno detto a conclusione dei lavori Dario Cartabellotta, responsabile unico del Cluster BioMediterraneo e Fabrizio Di Paola, presidente della rete Gac Sicilia – Si deve proseguire nella valorizzazione della pesca artigianale e delle marinerie mettendo al centro il nuovo ruolo del pescatore e del suo lavoro”. Anche il Governo nazionale, rappresentato dal sottosegretario Giuseppe Castiglione, ha guardato con grande interesse alle esperienze dei Gac siciliani annunciando l’impegno massimo affinché si possa continuare a sostenere questo settore partendo dal finanziamento del relativo programma operativo europeo. E la definizione del percorso per la costituzione del comitato promotore della rete italiana dei Flags, argomento rilanciato da Carlo Ricci di Farnet, la community della rete delle zone di pesca europee, permetterà di offrire il vero valore aggiunto allo sviluppo sostenibile in questo ambito. La tre giorni a Milano ha visto la valorizzazione non solo del prodotto ittico isolano ma anche dei prodotti tipici siciliani grazie ai partecipati show cooking con gli chef stellati Vincenzo Candiano e Pino Cuttaia e con l’estroso chef Giuseppe Giuffrè. Interventi musicali e iniziative di promozione turistica hanno poi completato la presenza di successo dei Gac siciliani.

 

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