Cerca nel sito:

               

Ravanusa, I lavoratori dell’Ipab chiedono di essere assunti dal Comune

9 Set, 2014

Carmelo D'angeloRavanusa, ore 11:28 – Chiedono di essere assunti dal Comune di Ravanusa, come prevede la legge, i sei dipendenti dell’ex Ipab “Istituto Ricovero ” San Vincenzo de Paoli”. Dopo lo scioglimento per decreto assessoriale dell’ente, infatti il Comune è tenuto all’assunzione diretta dei lavoratori che da anni sono impiegati nell’istituto e da ben 4 anni non ricevono lo stipendio. Adesso la situazione è stata chiarita, con lo scioglimento dell’Ipab da parte della Regione, al Comune transitano onori e oneri dove gli onori sono il patrimonio dell’istituto, proprietario di una sede ristrutturata con fondi pubblici, sistemata alla fine del corso della Repubblica, di fronte agli uffici della biblioteca comunale e del museo “Salvatore Lauricella”. Gli oneri sono invece le spettanze per i sei dipendenti: stipendi, anche quelli arretrati e copertura previdenziale, per una spesa che ammonta a circa 240 mila euro all’anno. Soldi che il Comune non ha ed è per questo che l’amministrazione, guidata dal sindaco Carmelo D’Angelo, ha proposto ricorso giudiziale avverso il decreto di scioglimento, approvato dalla Regione Sicilia. Ma si tratta solo di posticipare un’eventuale assunzione, che per legge è sacrosanta. E si tratta anche di placare l’ira di oltre un centinaio di precari che da 20 anni assicurano i servizi essenziali al Comune mentre adesso potrebbero essere scavalcati proprio da questi sei lavoratori che sarebbero assunti direttamente. Ad ordinare lo scioglimento dell’Ipab San Vincenzo De Paoli, era stato il Tar Sicilia, dopo la declaratoria di illegittimità del silenzio – inadempimento che si era formato sull’istanza di definizione del procedimento di estinzione. Già una prima volta il Tar aveva accolto il ricorso patrocinato dall’avvocato Rubino, dichiarando l’illegittimità del silenzio – inadempimento e condannando l’assessorato al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in 2.000 euro, ma l’assessorato non aveva eseguito  la sentenza. Ed allora l’Istituto aveva proposto un nuovo ricorso, sempre con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino. La prima sezione del Tar di Palermo, presidente Filoreto D’Agostino, relatore il consigliere Giovanni Tulumello, avendo ritenuto fondato anche il nuovo ricorso, lo aveva accolto, ordinando all’assessorato regionale delle Autonomie locali e della funzione pubblica di eseguire il giudicato, adottando un provvedimento espresso sull’istanza di scioglimento dell’ente, nominando ad acta per l’ipotesi di ulteriore inottemperanza il commissario dello Stato per la regione siciliana e condannando nuovamente l’assessorato al pagamento delle spese giudiziali di 2.000 euro. La Regione quindi non aveva potuto rinviare il deliberato e nei mesi scorsi è arrivato il decreto di scioglimento, dopo il parere favorevole del Consiglio comunale, seppur condizionato alla copertura finanziaria dell’operazione a carico della Regione. La norma non prevede questo, per cui adesso il Comune, dopo aver avuto l’esito del ricorso stragiudiziale presentato contro l’atto di scioglimento a firma del presidente della Regione, Rosario Crocetta e del suo assessore alle Autonomie locali, dovrà procedere all’assunzione dei sei lavoratori dell’Ipab.

Be Sociable, Share!

Lascia un Commento



I NOSTRI GIORNALI:

Testata iscritta al n° 209 del Registro Stampa del Tribunale di Agrigento in data 18/01/2010  Sicilia Edizioni P.IVA 02455940847
Tutti i contenuti di sicilianotizie.info  sono di proprietà della Sicilia Edizioni. È vietata la riproduzione anche parziale.