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Sicilia e ritardi spesa fondi europei, interrogazione Gallo

2 Ott, 2015

PALERMO – Sicilia e difficoltà nell’ utilizzo e nella spesa dei fondi europei : il deputato nazionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, ha presentato una interrogazione a risposta scritta al presidente del Consiglio dei ministri al fine di conoscere quali valutazioni intenda esprimere a seguito delle difficoltà di utilizzo da parte della Regione Sicilia dei finanziamenti provenienti dalla politica di coesione dell’Unione europea, che rappresentano, così come in altre Regioni, l’ 80 % delle risorse disponibili per gli investimenti.  Si tratta delle difficoltà denunciate nel corso della recente visita in Sicilia da parte della delegazione dei rappresentanti dell’ Istituzione comunitaria. Gallo chiede al Governo nazionale a quanto ammontino le risorse finanziarie tuttora disponibili e non utilizzate da parte della Regione siciliana relativamente all’uso dei fondi strutturali comunitari. E  quali iniziative urgenti e necessarie, per quanto di competenza, il Governo intenda intraprendere al fine di evitare il disimpegno e  consentire da parte dell’amministrazione regionale siciliana una rapida accelerazione dell’uso dei fondi europei attualmente non ancora utilizzati. Ed, infine,  quale ruolo stia svolgendo attualmente l’Agenzia per la coesione territoriale, istituita con l’obiettivo di dotare l’amministrazione pubblica di un “organo d’indirizzo dell’attuazione della programmazione dei fondi strutturali”, la cui efficienza appare assai modesta.

Ecco il testo integrale dell’ interrogazione :

Al Presidente del Consiglio, per sapere – premesso che:

la scorsa settimana durante una visita ufficiale nella regione Sicilia, finalizzata a valutare nel distretto orientale l’uso dei fondi strutturali comunitari, il presidente di una delegazione di dodici rappresentanti della Commissione sviluppo regionale del Parlamento europeo, l’eurodeputato socialista francese: Younous Omarjee, ha rilevato come la suddetta regione,  se utilizzasse bene i finanziamenti provenienti dalla politica di coesione, trarrebbe beneficio non solo la stessa isola, ma addirittura l’intera Europa;

il rappresentante europeo ha inoltre aggiunto che,  sebbene la Sicilia evidenzi numerose difficoltà, ma al tempo stesso indubbie potenzialità, necessita il completo utilizzo dei fondi europei, in considerazione che essi rappresentano un’opportunità che l’isola non può mancare di sfruttare in pieno;

nel corso della visita degli europarlamentari a Catania è emerso inoltre come i fondi strutturali rappresentano, in alcune circostanze, fino all’80% degli strumenti di sviluppo a disposizione delle regioni e costituiscono l’autentica dimostrazione pratica del significato di solidarietà e cooperazione fra istituzioni e progetti come alcuni di quelli presenti nella medesima Regione Siciliana;

la creazione di incrementare i livelli occupazionali attraverso le politiche di coesione, utili per finanziarie progetti che favoriscano l’integrazione, la lotta alle disuguaglianze e la riduzione del divario con le altre aree del Paese, che in Sicilia ha raggiunto dimensioni estremamente allarmanti, secondo quanto ribadito dai rappresentanti dell’Unione europea, rilancia nuovamente l’esigenza di rafforzare gli strumenti a disposizione ed incrementare l’utilizzo dei fondi comunitari nell’isola, il cui ritardo è divenuto a giudizio dell’interrogante, inaccettabile;

la visita in precedenza richiamata nella regione Siciliana, da parte della delegazione degli eurodeputati sul tema dell’utilizzo dei fondi di coesione, conferma nuovamente,  a parere dell’interrogante, la scarsa attenzione e superficialità da parte del Governo regionale sul mancato utilizzo di importanti risorse comunitarie messe a disposizione dell’Unione europea per la Sicilia, tuttora non sfruttate in pieno;

l’interrogante evidenzia come sia paradossale il quadro complessivo attuale nella medesima regione isolana, se a fronte di una mole di risorse assolutamente di rilievo anche per una regione a Statuto speciale come la Sicilia, (tanto più importante quanto più si fanno sentire le ristrettezze della finanza pubblica), non siano utilizzati tali fondi europei, considerando la necessità di imprimere un’accelerazione allo sviluppo territoriale in un contesto di crisi come quello attuale;

desta infatti particolare preoccupazione, a giudizio dell’interrogante, l’incapacità dell’amministrazione regionale Siciliana di sfruttare pienamente questa opportunità e di rischiare di perdere buona parte dei fondi disponibili, come ribadito dalla delegazione degli eurodeputati in Sicilia la scorsa settimana;

la necessità di accelerare la capacità di utilizzo delle risorse assegnate dall’Unione Europea alle regioni in ritardo di sviluppo, proprio come la regione isolana, a parere dell’interrogante risulta in definitiva urgente e necessaria, al fine di evitare il declino strutturale irrimediabile sia dal punto di vista sociale ed economico;

quali valutazioni intenda esprimere, con riferimento a quanto in precedenza esposto, relativamente alle difficoltà di utilizzo da parte della regione Sicilia, dei finanziamenti provenienti dalla politica di coesione dell’Unione europea, come è emerso nel corso della visita in Sicilia da parte della delegazione dei rappresentanti dell’istituzione comunitaria, la scorsa settimana;

a quanto ammontino, le risorse finanziarie tuttora disponibili e non utilizzate da parte della Regione siciliana, relativamente all’uso dei fondi strutturali comunitari;

quali iniziative urgenti e necessarie, per quanto di competenza, il Governo intenda a tali fine intraprendere, al fine di consentire da parte dell’amministrazione regionale siciliana, una rapida accelerazione dell’uso dei fondi europei attualmente non ancora utilizzati;

quale ruolo infine stia svolgendo attualmente l’Agenzia per la coesione territoriale, istituita con l’obiettivo di dotare l’amministrazione pubblica di un “organo d’indirizzo dell’attuazione della programmazione dei fondi strutturali”, la cui efficienza come dimostra il ritardo di numerose regioni italiane ed in particolare della regione Sicilia sull’utilizzo dei fondi di coesione, a giudizio dell’interrogante, appare assai modesta.

 Riccardo Gallo

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